Lingua d'oil e lingua d'oc. Influenze sulla lingua italiana

L'italiano, nella sua evoluzione (vedi Origini della lingua italiana), fu anche influenzato dalla lingua d'oil (francese, nord della Francia) e dalla lingua d'oc (provenzale, a sud).

Due forme che si diffusero prima del nostro volgare (tra l'XI e il XII secolo), in quanto meno legate da quello che un tempo era il centro del mondo, Roma. Essendo meno "controllate", poterono evolversi molto più rapidamente della nostra lingua, ancora legata alle radici romane.

Cerchiamo di capire meglio la differenza tra lingua d'oil e lingua d'oc, attraverso un breve riassunto.

LINGUA D'OIL
La lingua d'oil fu caratterizzata da due importanti periodi: il Ciclo Carolingio e il Ciclo Bretone.
  • Ciclo Carolingio. Ispirato a Carlo Magno, alle sue imprese e agli eroi legati al grande re dei Franchi e dei Longobardi e imperatore del Sacro Romano Impero. Comuni in questo ciclo erano i riferimenti all'aspetto religioso e al patriottismo. Il protagonista di queste opere fu il paladino Orlando, con la famosa "Chanson de Roland", capolavoro di cui non si conosce l'autore. Nobile è colui che sente il bisogno di diventare eroe e non santo.
  • Ciclo Bretone/Arturiano. Qui, invece, cambia il protagonista. Non più Carlo Magno, e Orlando, ma Re Artù e i noti cavalieri della Tavola Rotonda. Sullo sfondo, la Gran Bretagna. Si prende spunto dalle battaglie inglesi del medioevo. La cristianità si accompagna alle guerre. Le opere legate a questo filone erano incentrate sull'amore (il rapporto di Lancillotto con l'amante Ginevra e la storia di Tristano, amante di Isotta), sullo stile romanzesco, sulla magia (Mago Merlino), sul fantastico. Possiamo menzionare il "Lancillotto" e il "Tristano", entrambi anonimi.
La componente religiosa nel Ciclo Bretone portò più avanti alla creazione del "Santo Graal", ossia il contenitore dove Giovanni di Arimatea avrebbe conservato il sangue di Gesù Cristo, versato durante la crocifissione. Fanno il loro ingresso personaggi come Parsifal e il figlio Lohengrin.

LINGUA D'OC
La lingua d'oc era invece legata alla vita di corte, al feudo e alla cavalleria. La donna viene esaltata per la sua bellezza, viene considerata superiore e l'uomo si sottomette a tanta grazia. L'amore nato dal matrimonio non è visto come vero amore, poiché le coppie si sposavano per affari, per interessi politici.

Famosi furono i cosiddetti "Trovatori", autori di poesie provenzali, ispirati dall'amore forte, quello intenso, dove l'uomo diventa succube della donna, adorandola in ogni sua forma.
Nasce il Codice d'amore provenzale, l'Amore Cortese. Dopo l'anno 1000, la poesia cortese conquista anche la zona centrale della Francia.
Tutto gioioso, imprendo ad amare
una gioia di cui più voglio rallegrarmi;
e poiché in gioia voglio ritornare,
devo bene, se posso, indirizzarmi al meglio,
perché al meglio ora, senza dubbio, mi dirigo
che si possa vedere oppure udire. (Guglielmo d'Aquitania)
I poeti di questo ciclo letterario sono Bertran De Born, Arnaldo Daniello, Gerardo De Borneill, Rambaldo di Vaqueiras, Jaufré Rudel.

L'influenza francese si spinse anche in Italia, dove al nord si svilupparono i romanzi cavallereschi (ciclo arturiano) e al sud la poesia provenzale, la poesia cortese.

Il prossimo capito riguarda la letteratura del duecento, leggi: Letteratura italiana, lirica religiosa del '200 (da San Francesco a Jacopone).