Storia - Stati Uniti, guerra d'indipendenza. Rivoluzione americana (1776-1783)

Riassunto di storia per la scuola media.

Come scritto nel precedente capitolo ("Colonie francesi, olandesi e inglesi nell'America del Nord"), negli attuali Stati Uniti vi si erano stabiliti per lo più inglesi, protestanti, con idee politiche e religiose differenti da quelle diffuse in Inghilterra.

Con il trascorrere degli anni, circa un secolo e mezzo, i nuovi americani iniziano a costruire una propria identità culturale, sociale e politica. Le battaglie vinte contro la Francia, ancora presente sul territorio (in Luisiana e Canada), portano la Gran Bretagna ad occupare gran parte del nord America allora conosciuto.

In questi scontri, tra l'altro, si distingue un giovane ufficiale: George Washington.

L'allontanamento dei francesi rafforza, negli americani, l'idea di uno Stato nuovo, indipendente da qualsiasi dominio esterno. Questo forte desiderio non viene subito scoperto dalla madre patria inglese, già impegnata in Europa contro altri nemici.

All'epoca, nell'America del Nord, c'erano tredici colonie anglosassoni, le quali dipendevano in tutto e per tutto da Londra. Il malcontento aumenta soprattutto per le tasse che i coloni devono versare all'Inghilterra, senza poter esprimere la propria opinione e decidere in autonomia le regole fiscali da adottare nel "Nuovo Mondo".

Nel 1765 iniziano i problemi.
Il governo inglese decide di far pagare anche alle colonie una tassa tramite la "carta da bollo", un'imposta applicata su molti documenti. I coloni si rifiutano, inizia così un periodo di ostilità tra inglesi d'America e inglesi della Gran Bretagna.

Nel dicembre del 1773, al porto di Boston, alcuni vascelli britannici che dovevano scaricare un carico di tè, vengono assaliti dai coloni (detti "Figli della libertà", un gruppo che agiva segretamente per l'indipendenza americana), i quali buttano in mare circa 45 tonnellate di tè, rendendo vano il tentativo di commercio inglese.
Per molti, questo fatto sarà determinante, un po' come la "goccia che fa traboccare il vaso".

Nel 1774, i rappresentanti delle colonie, riuniti a Filadelfia, scrivono e firmano la Dichiarazione dei diritti, un documento che afferma l'autonomia americana.

Nel 1776 le tredici colonie (New Hampshire, Massachussets, Rhode Island, Connecticut, New York, New Jersey, Pennsylvania, Delaware, Maryland, Virginia, Carolina del Nord, Carolina del Sud, Georgia) si ribellano e proclamano l'indipendenza delle colonie dall'Inghilterra, costituendo una Confederazione chiamata Stati Uniti d'America.

Inizia così una lunga guerra, che durerà circa sette anni, fino al 1783.

George Washington
A guidare l'esercito delle colonie ribelli viene nominato George Washington.

In Europa, a cercare aiuti, viene invece mandato Benjamin Franklin, l'inventore del parafulmine.
Franklin si dimostra molto abile a livello diplomatico. Riesce a coinvolgere stati come Francia, Spagna e Olanda e a metterli contro la Gran Bretagna.

Numerosi volontari europei sbarcano in America, per combattere al fianco dei coloni. Tra questi, il più famoso è certamente il marchese La Fayette, che in seguito diffonderà anche in Francia le idee rivoluzionarie degli americani (la Rivoluzione Francese inizierà poco dopo, nel 1789).

La guerra d'indipendenza americana non sembrava poter aver successo: da una parte coloni poveri di risorse, male armati, con un piccolo esercito; dall'altra una superpotenza quale era l'Inghilterra di quegli anni, sia via terra che, soprattutto, via mare, con una flotta che non aveva rivali nel mondo.

Eppure, qualcosa ha ribaltato ogni previsione. I nuovi americani forse avevano più "voglia", più "fame", ed erano pronti a tutto per la propria autonomia. In più, gli aiuti dei volontari e l'appoggio di alcuni paesi europei forniranno quell'importante contributo che sarà poi determinante.

Ovviamente non è stata una passeggiata.
La guerra è alquanto violenta e numerosi sono i morti in battaglia. L'Inghilterra parte in attacco, occupando New York e Filadelfia; ma viene sconfitta a Saratoga (nel 1777) e perde a Yorktown grazie al supporto militare della Francia (nel 1781).

La pace viene firmata a Versailles, in Francia, nel 1783. L'Inghilterra rinuncia alle colonie americane e viene ufficialmente riconosciuta l'indipendenza degli Stati Uniti d'America.

Nel 1790, dopo anni di ricostruzione, negli Stati Uniti viene approvata la Costituzione. Tredici sono gli stati che la firmano (oggi sono 50).
Il Presidente ha potere esecutivo ed è Capo del Governo; viene eletto ogni quattro anni. Il potere legislativo è affidato al Congresso, costituito da Camera dei Deputati e Senato (questo è formato da due rappresentati per ogni Stato).

Il primo Presidente degli Stati Uniti d'America è George Washington. In seguito verrà costruita la capitale, Washington, in suo onore.

Gli USA sono dunque il primo Stato democratico del mondo moderno. Mentre in Europa regnano ancora i re, con monarchie assolute.

Grazie alla Rivoluzione americana si diffonderà anche nel popolo europeo un nuovo sentimento di democrazia ed uguaglianza. I primi effetti si vedranno proprio in Francia, con la famosa rivoluzione del 1789

Argomento del prossimo capitolo: Rivoluzione francese (segui il collegamento).