Medioevo: Russia e Impero turco

Altro capitolo di storia, con i nostri riassunti. Oggi ci occupiamo di Russia e Impero turco, nel periodo che va dal XII al XV secolo.

Russia nel medioevo
In realtà, per gran parte del tempo (cioè dal 1100 al 1450 circa), la Russia si trovava sotto il dominio dei Tartari, guidati dal famoso Gengiskan (il Regno dell'Orda d'oro). Solo dopo la metà del XV secolo riesce ad ottenere la libertà dall'invasore, grazie alle gesta di Ivan III il Grande (nato a Mosca il 22 gennaio del 1440 e morto nella stessa città il 27 ottobre 1505), dinastia Rurik.

Il Regno di Gengiskan iniziava a disgregarsi, così Ivan III, reggente del Granducato di Mosca, spinse altri Principati russi ad unirsi a lui contro il nemico, in nome della fede cristiana e dell'unione nazionale. La coalizione si ribellò e cacciò l'invasore nel 1480.

In seguito Ivan il Grande allargò i suoi domini su altri Principati, incluso quello di Novgorod, particolarmente importante per il suo ruolo commerciale. Verso l'inizio del XVI secolo la Russia si trovava già sulla buona strada per raggiungere l'unificazione.

Ivan III è stato fondamentale anche per un altro motivo: decise di orientare gli interessi del paese verso l'occidente, verso l'Europa, anziché verso oriente. Il suo potere era pressoché assoluto, governando sia sui Mugik (servi della gleba) che sui Boiari (i proprietari terrieri).

Impero turco nel Medioevo
Anche la Turchia, nella prima parte del periodo che prendiamo in considerazione, si trovava in una situazione di sottomissione: tra i due secoli del 1100 e del 1200 era dominata dai Selgiuchidi, musulmani sunniti che vivevano per lo più in Persia.

Il dominio, tuttavia, non durò oltre. Tra il XIV e il XV secolo, infatti, con la decadenza della dinastia nemica, prende il potere una nuova dinastia, degli Otmani (così chiamati dal capo, Otman), meglio conosciuti come Ottomani.
Otman I (o Osman I), che già governava un emirato selgiuchide, approfittò del momento di crisi dei Selgiuchidi per ottenere l'indipendenza ed estendere il proprio dominio, un po' verso la Persia e un po' verso la Grecia.

Lo Stato che si formò era caratterizzato da un forte apparato militare e da una guida politico-religiosa racchiusa in una sola persona, Osman.
La cavalleria (Spàhis) era più leggera di quella europea, molto più pesante, mentre la fanteria (Giannìzzeri, musulmani, ex cristiani convertiti) poteva contare su una grande forza d'impatto.

Dopo Osman salì al potere il figlio, Orcano I (o Orhan I, nato nel 1284 e morto nel 1359), il quale iniziò la conquista dell'Europa. C'era un problema, però: per farlo doveva passare da Costantinopoli, che all'epoca era una fortezza inespugnabile. Decise quindi di aggirare la città, attraversando una tratto di mare e approdando nella penisola di Gallipoli, che conquistò nel 1354.


Il percorso di espansione ad ovest fu continuato, attraverso i Balcani, da Murad I (nato nel 1326 e morto nel 1389), che scelse Adrianopoli come capitale. Famosa la battaglia di Kòssovo nel 1389, contro i serbi, dove però Murad I morì.

Gli succedette Bajazet I (o Bayezid I, nato nel 1354 e morto nel 1403), soprannominato "Lampo", "Fulmine". Vinse contro i Bulgari e gli Ungheresi, rispettivamente a Tirnovo e a Nicòpoli nel 1396).
Nel momento in cui stava pianificando la conquista di Costantinopoli, fu chiamato a difendere l'Impero turco contro l'invasione dei Tartari guidati da Tamerlano. Bayezid venne sconfitto ad Angora nel 1400.

Con la morte di Tamerlano, nel 1405, la Turchia tornò ad essere libera dagli invasori. Fu Murad II (nato nel 1404 e morto nel 1450) a riprendere le redini dell'Impero ottomano e a continuare la conquista dei Balcani, a nord-ovest della Turchia.
Dopo una prima sconfitta contro gli ungheresi, vinse a Varna e nel 1448 s'impadronì della penisola balcanica.

L'assedio a Costantinopoli fu poi condotto dal successore, Maometto II (nato nel 1432 e morto nel 1481), che in due mesi la conquistò. Qui morì l'ultimo imperatore bizantino, Costantino XII Paleologo. Il leader turco continuò l'avanzata, cercando di sconfiggere l'Ungheria, assediando Belgrado nel 1456, ma venne respinto da Hunyadi.
Maometto II riuscì a spingersi fino al mar Adriatico e in Bosnia, arrivando a colpire il nord (in Friuli) e il sud d'Italia (con la battaglia di Otranto nel 1480).

L'invasione turca sembrava inarrestabile. Repubblica di Genova e Repubblica di Venezia non osarono arrestare l'avanzata per non compromettere i vantaggi commerciali con l'Impero turco.

Tuttavia, in seguito alla seria minaccia di conquista, l'Austria e Venezia decisero di opporsi.

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