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Visualizzazione dei post con l'etichetta Italiano

Spillatrice, pinzatrice o cucitrice? Come si dice?

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Nell'immenso baule dei dubbi, ecco giungere in superficie un vecchio dilemma: Più corretto dire "spillatrice", "pinzatrice" o "cucitrice"? (Qualcuno aggiunge anche "graffettatrice"). Come si dice? Qual è il termine più giusto per definire quello strumento che quasi tutti noi abbiamo a casa o al lavoro? Cerchiamo di fare chiarezza.

Figure retoriche: onomatopea, significato ed esempi

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A volte materie come l'Italiano possono rivelarsi davvero interessanti, nonostante le numerose regole e i testi da studiare. A scuola, ad esempio, ho sempre trovato divertenti le " Figure retoriche ". Ma, cosa sono le figure retoriche? Si tratta di un artificio, un "trucchetto", per descrivere qualcosa in modo originale, una modifica della forma del linguaggio.

Cosa vuol dire "draconiano", qual è il suo significato?

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La lingua italiana è straordinaria, riesce sempre a sorprenderci, anche quando pensiamo di conoscerla abbastanza bene. Alcuni termini, sentiti magari al telegiornale o letti su qualche quotidiano, appaiono come nuovi nella nostra mente, quando magari sono solo caduti in disuso per lunghi anni. Oggi voglio scrivere qualcosa sulla parola " draconiano ", poiché mi è capitato più volte di sentirla pronunciare da parte degli organi di stampa, negli ultimi giorni (nota: in questo periodo siamo in piena emergenza per il nuovo Coronavirus, il Covid19, arrivato dalla Cina e particolarmente contagioso) e ora ne capirete il motivo, non appena avrò spiegato il suo significato.

Ciliege o ciliegie, come si scrive? Regola

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Quante parole particolari si trovano nella lingua italiana? Quante definizioni ed eccezioni. Parlare e scrivere correttamente non è facilissimo. Ad esempio, sapete come si scrive il plurale di ciliegia? Ciliege o ciliegie? Qual é la forma corretta, esiste una regola?

Antichi popoli americani, civiltà precolombiane

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La storia americana la si può dividere in due parti: prima dell'arrivo di Cristoforo Colombo e dopo. Come tutti sapete, la s coperta dell'America è avvenuta nel 1492 , anche se il navigatore genovese, in realtà, non lo sapeva poiché era convinto di essere arrivato in India, dove appunto era diretto (per questo i nativi che popolavano gli attuali Stati Uniti vengono ancora oggi chiamati erroneamente "indiani").

Letteratura del '200: Poesia allegorica, giocosa e prosa

Continuiamo il nostro percorso nella letteratura italiana . Siamo tra il 1200 e il 1300 . Dopo la Scuola del Dolce Stil Novo (Guinizelli e Cavalcanti), passiamo ora alla Poesia Allegorica, alla Poesia giocosa e alla Prosa.

Guerra di Troia, Iliade di Omero. Riassunto dei 24 libri

Dopo aver letto la storia della Guerra di Troia , trattata nel precedente capitolo, conosciamo ora il contesto all'interno del quale si trova la vicenda descritta da Omero nell' Iliade . Già, perché in realtà, nel famoso poema , è raccontato un preciso episodio del leggendario assedio da parte dei Greci. Lo scrittore si sofferma a raccontare solo cinquantuno giorni di un conflitto durato ben dieci anni. Omero  parte dalla fine, cioè dal decimo anno della guerra. L' Iliade , infatti, inizia quando l'assedio a Troia è cominciato da anni e in un preciso momento: quando Achille, arrabbiato con il re Agamennone che gli ha "rubato" la schiava Briseide, decide di ritirarsi dalla guerra.

Su "qua" e la", ci vuole l'accento?

In questa giornata di settembre riprendiamo la rubrica riguardante i dubbi grammaticali . Cerchiamo di capire se sia corretto mettere l'accento all'ultima lettera delle parole " qua " e " la ". Prima di tutto, come al solito, dobbiamo sapere quale significato vogliamo dare ai due termini, soprattutto per "la", che potrebbe anche solo essere un articolo determinativo.

Riassunto dell'Iliade di Omero. La guerra di Troia

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L' Iliade è un noto poema epico di Omero , poeta greco, autore anche dell'Odissea. Non abbiamo molte notizie al riguardo e qualche storico pensa che non sia neanche esistito realmente; uno scrittore leggendario che ha raccontato vicende leggendarie. Questa, però, è un'altra faccenda. Ciò che a noi interessa adesso è la storia raccontata nel libro, di circa 7-800 pagine (a seconda dell'edizione).

Superfice o superficie? Come si scrive, con la i o senza?

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Eccoci qui in uno di quei casi simili ad altri già trattati in passato, come "camice o camicie", "efficiente o efficente"... (trovi i collegamenti a fine testo). Si tratta di dubbi molto frequenti, un po' perché non si ha mai avuto occasione di imparare bene la lingua italiana, un po' perché, trascorso del tempo, non si ricordano più alcune regole. Dopo questa premessa veniamo al sodo: si scrive superfice o superficie? Con o senza la "i"?

Si scrive efficiente o efficente? Con o senza "i"?

Capita spesso di avere un vuoto mentale e non ricordarsi come si scrive una determinata parola, anche se la si utilizza spesso. Dopo aver risolto il problema sulla parola " camicie ", passiamo oggi ad un altro dubbio: efficiènte o efficènte, qual è la forma corretta? Prima di scoprire come si scrive , cerchiamo, come al solito, il suo significato nel nostro fantastico vocabolario (quello di carta, che abbiamo riposto nella libreria).

Letteratura del '200: Scuola Dolce Stil Novo. Guinizelli e Cavalcanti

Dopo aver visto la Scuola di Transizione , passiamo ora al famoso " Dolce Stil Novo ". Siamo ancora nel duecento (1200). Tutto inizia presso l'Università di Bologna, all'epoca tra le più importanti in Europa. Qui vi insegnava un certo Guido Guinizelli, detto "il saggio". In questo contesto avviene l'incontro fra la tradizione provenzale e la scienza scolastica. La donna ideale (punto fermo della scuola provenzale) viene elevata al di sopra di tutto, diventa angelica, platonica.

Quanto è un lustro, a quanto tempo equivale?

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In quasi tutto il nostro pianeta, nel corso dei secoli, abbiamo imparato a misurare il tempo e a rendere le unità di misura universalmente uguali, in modo da poter comunicare senza problemi di comprensione. Dal Giappone agli Stati Uniti, dall'Europa all'Australia, dall'Africa al Sud America. Tuttavia, anche se la maggior parte dei termini utilizzati sono diventati ormai di uso comune, alcuni risultano ancora essere alquanto sconosciuti. Ad esempio, quanto tempo è un lustro?

Rimpianto o rimorso? Che differenza c'è?

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Due termini che spesso utilizziamo, a volte anche in modo improprio, e che sentiamo pronunciare da altri. Quando è meglio usare l'uno e quando l'altro? Qual è la differenza (e non " Qual'è ", mi raccomando) tra "rimpianto" e "rimorso"? Come al solito iniziamo con una bella rinfrescata, aprendo quell'oggetto misterioso che quasi tutti noi abbiamo in casa, il dizionario.

Letteratura italiana, la scuola di transizione del Duecento

Oggi ci occupiamo del terzo capitolo riguardante il "Duecento" (1200). Dopo aver spiegato la Lirica Religiosa e la Scuola Siciliana, passiamo a quella che viene definita come " Scuola di Transizione ", cioè un periodo di passaggio tra uno stile e l'altro, tra la poesia cavalleresca siciliana e il Dolce Stil Novo. Tutto ha inizio con un evento storico, la Battaglia di Benevento, avvenuta nel 1266, tra Carlo d'Angiò (guelfi) e Manfredi di Sicilia (ghibellini). La morte di Manfredi, ultimo vero cavaliere medioevale, segna la fine dello stile cavalleresco.

Lirica, poesia d'arte: la Scuola Siciliana

Dopo aver trattato la Lirica Religiosa (collegamento in basso), con San Francesco d'Assisi e Fra Jacopone da Todi, passiamo ora alla poesia d'arte, nata grazie alla Scuola Siciliana. Gli inizi sono riconducibili al periodo di Federico II di Svevia (nato nel 1194 e morto nel 1250). Il re di Sicilia, nonché imperatore del Sacro Romano Impero, è divenuto famoso per la sua passione verso l'arte in generale. Presso la sua corte non era raro assistere a performance ed esibizioni di poeti, pittori, musicisti, provenienti da tutta Europa. Tra le sue iniziative più importanti, a livello culturale, troviamo la fondazione dell'Univesità di Napoli.

Letteratura italiana, lirica religiosa del '200. Da San Francesco a Jacopone

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Italiano, letteratura. Dopo aver scoperto le Influenze delle lingue d'oil e d'oc sulla letteratura italiana, passiamo ora al nostro '200 (o 1200), caratterizzato da due tipi di liriche: - Lirica religiosa - Lirica d'arte ( dalla "Scuola Siciliana" in poi ) In questa pagina ci occupiamo della prima, con un breve riassunto . La lirica (o poesia) religiosa del Duecento ha visto, come maggiori esponenti, due personaggi: - San Francesco d'Assisi - Fra Jacopone da Todi

Lingua d'oil e lingua d'oc. Influenze sulla lingua italiana

L'italiano, nella sua evoluzione fu anche influenzato dalla lingua d'oil (francese, nord della Francia) e dalla lingua d'oc (provenzale, a sud). Due forme che si diffusero prima del nostro volgare (tra l'XI e il XII secolo), in quanto meno legate da quello che un tempo era il centro del mondo, Roma. Essendo meno "controllate", poterono evolversi molto più rapidamente della nostra lingua, ancora legata alle radici romane. Cerchiamo di capire meglio la differenza tra lingua d'oil e lingua d'oc , attraverso un breve riassunto.

Origini della lingua italiana, dal latino scritto al volgare

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La lingua italiana così come la conosciamo si è formata grazie all' evoluzione del latino volgare. Un tempo vi erano due forme: quella scritta (che era il latino letterario ) e una parlata (che era il latino volgare ). Il primo era utilizzato da persone molto istruite, appartenenti ad un livello sociale agiato. Il secondo, invece, era utilizzato dalla gente comune, dal popolo.