E con l'accento o senza, come si scrive? Esiste una regola?

Dopo aver trattato la spiegazione riguardante il dubbio "A con la H o senza H", e avendo notato il successo immediato ottenuto da questo argomento, ho pensato di affrontare un altro eterno dilemma, particolarmente comune, soprattutto negli ultimi anni, in cui molte persone sono ritornate a scrivere grazie alla tecnologia (computer, smartphone, tablet...), ossia: la "E" si scrive con o senza accento?.

Anche chi ha studiato, con il trascorrere del tempo, si è ritrovato a fare i conti con questa regola grammaticale.

Per capire come scrivere la "E" in modo corretto, in una frase, proviamo a leggere questa semplice spiegazione, facile facile, adatta anche ai più piccoli.

Cosa vogliamo dire con la nostra "E"?
Prima di tutto, vorrei spiegare la differenza tra "è" con l'accento e "e" senza l'accento.

Con l'accento abbiamo: "è".
"è" si riferisce ad un famosissimo verbo, cioè il verbo "ESSERE". La forma "è" si collega alla terza persona singolare. Infatti scriviamo "Egli è felice" oppure "Mario è seduto", ma non "Io è felice" (questa è una forma sbagliata perché "Io" è la prima persona singolare e non la terza. La coniugazione del verbo essere, al tempo presente è, infatti: Io sono, tu sei, egli è, noi siamo, voi siete, essi sono).

Senza accento abbiamo semplicemente "e".
"e" viene definita "Congiunzione semplice". La utilizziamo per unire due parole diverse in una frase ("Caldo e freddo"), oppure per unire due frasi in un discorso ("Sono andato a casa e ho preparato lo zaino"). In questo caso "e" non è un verbo, non vuole avere il significato di "essere", ma, potremmo dire, di "somma", cioè si sommano, si uniscono, più parole.

REGOLA: E CON O SENZA ACCENTO

Spiegata la differenza, cerchiamo una facile regola da ricordare nel momento in cui ci troviamo a scrivere.

Prendiamo gli esempi sopra. "Egli è felice": riscriviamo la frase inserendo il verbo "essere", cioè "Egli essere felice". Beh, sembra che qui il senso sia quello giusto. Proviamo ancora con "Mario è seduto" che diventa "Mario essere seduto". Perfetto anche qui, si capisce cosa si vuole dire.

Passiamo adesso agli altri esempi, scrivendo direttamente la versione con il verbo "essere":
  • "Caldo essere freddo". Mmh... no, non ha senso, è sbagliato, cambia tutto il significato della frase. Qui non ci vuole l'accento, non va bene il verbo "essere".
  • "Sono andato a casa essere ho preparato lo zaino". No, no e no! Non vuol dire niente questa frase, togliamo subito l'accento.
Volendo, si può anche sostituire la "e" (al posto della parola "essere") con altre forme del verbo, come ad esempio "era" (quindi scriveremo, per capire se l'accento sia necessario, "Mario era seduto", frase che ha senso e quindi è giusto inserire "è").


Proviamo ancora con altri esempi
  • "Andrea e Davide", che trasformiamo in "Andrea essere Davide"
    Non va bene, perché Andrea non è uguale a Davide, qui la "e" deve stare senza accento.
  • "Ormai è tardi", cioè: "Ormai essere tardi"
    Anche se non suona bene, il significato è quello giusto, quindi ci vuole l'accento ed è giusta la "è"
  • "Chi è arrivato?", proviamo con "Chi essere arrivato?"
    Ok, ha senso, va bene l'accento
  • "Il cane e il gatto corrono insieme", con la regola: "Il cane essere il gatto corrono insieme"
    No, non possiamo usare l'accento, perché il cane non è il gatto, ma sono due animali differenti, quindi meglio utilizzare la "e" di congiunzione.
Ecco la regola per non sbagliare l'accento sulla "e". Basta cambiare la lettera con la parola "essere" (o "era") e verificare il senso della frase. Se suona bene mettiamo l'accento, altrimenti scriviamo la "e" normale.

Se hai capito, prova a rispondere anche alle seguenti domande:
Si scrive "ce l'ha", "ce la" oppure "c'è l'ha"?
E per quanto riguarda questo: "Se o sé, con accento o senza? E se stesso?".

Facile, vero? No? Allora segui i collegamenti in blu per scoprire la forma corretta.