Italiano, letteratura: la Scuola del Dolce Stil Novo

Dopo aver visto la Scuola di Transizione, passiamo ora al famoso "Dolce Stil Novo".

Siamo ancora nel duecento (1200). Tutto inizia presso l'Università di Bologna, all'epoca tra le più importanti in Europa. Qui vi insegnava un certo Guido Guinizelli, detto "il saggio".

In questo contesto avviene l'incontro fra la tradizione provenzale e la scienza scolastica. La donna ideale (punto fermo della scuola provenzale) viene elevata al di sopra di tutto, diventa angelica, platonica.

La figura femminile si presenta nel mondo terreno per salvare l'uomo; dopodiché viene accolta in "Paradiso", nell'alto dei cieli.

Solo nel "cor gentile", che insegue la virtù, può prendere vita l'amore, un amore puro.

Tale visione della "donna angelo" la si può ben notare nei versi del Guinizelli:
Al cor gentil repaira sempre amore
tratti da "Origine e natura dell'Amore", una sorta di bibbia del Dolce Stil Novo (o Nuovo).

Qui vi si trovano le caratteristiche dell'amore, legate da gentilezza, animo nobile. L'uomo viene guidato da questa donna angelica, la quale fa da intermediario tra l'uomo stesso e Dio.
Una volta giunta la morte, Dio chiederà conto all'uomo sull'amore e l'uomo risponderà di aver amato una donna che sembrava un angelo.

La letteratura, con il Dolce Stil Novo, si arricchisce con quella che possiamo definire la prima genuina poesia italiana.

In Italia, infatti, l'Amor Cortese, cavalleresco, della Provenza, era stato accolto con distacco ed era caratterizzato da un rapporto "freddo", distante. Invece, il Dolce Stil Novo sembra aprire il cuore della coscienza italiana, e portare più entusiasmo, maggiore ispirazione. Una poesia più spontanea, forse per questo più adatta al "Bel Paese".

Quali sono i maggiori esponenti del Dolce Stil Novo?

Tra i poeti più produttivi ed importanti possiamo sicuramente citare il già menzionato Guido Guinizelli, poi Guido Cavalcanti, Cino da Pistoia e Dante Alighieri.