13/10/14

Cosa vuol dire "Chiedo vènia"?

Ecco un'altra di quelle frasi che a volte sentiamo in giro o in televisione, senza però esserci mai domandati quale fosse il suo significato.

Si tratta di un'espressione interessante, ma cosa vuol dire, cosa significa, "Chiedo vènia"?

In poche parole, senza dover ricorrere a particolari collegamenti letterari, significa semplicemente "Chiedo perdono" o "Domando grazia"!

Facile da ricordare, no? Sì, però... non ci siamo ancora.

Infatti non vuol dire solo "chiedere perdono", perché altrimenti verrebbe da domandarsi per quale motivo esistano due parole con il medesimo significato.

Allora, quali sono le differenze tra le due forme?

"Chiedo vènia" si usa, solitamente, per colpe "leggere", piccoli torti. Magari quando si parla di un argomento e qualcuno fa notare un errore nell'esposizione o nel contenuto, si può rimediare con un bel "chiedo vènia" prima di correggersi e continuare con il discorso.
Mentre il perdono può essere richiesto per colpe di maggiore entità.

Etimologia: deriva dal latino "venia", che vuol dire "favore", "grazia". Forse il termine era legato alla divinità Venere.

Può essere utilizzato per chiedere, domandare, ottenere, concedere. 
Nel linguaggio comune viene spesso usato in modo scherzoso.

Proviamo con qualche frase d'esempio, o meglio, situazioni in cui potrebbe essere corretto utilizzare questa espressione:
  • Per sbaglio appoggio una giacca su una sedia destinata ad un'altra persona, quando arriva e chiede di sedersi, sposto la giacca e dico "Chiedo venia".
  • Pronuncio in modo errato il cognome di un candidato, mi correggo e chiedo venia.
  • In biblioteca inizio a leggere ad alta voce; notando lo sguardo contrariato di altri presenti, smetto di parlare e chiedo venia.
E così via. Insomma, situazioni di piccole colpe, leggere manifestazioni di confusione. Congedatevi con questo modo di dire e vedrete che farete bella figura!