Datemi un punto d'appoggio e solleverò il mondo

Quante volte avremo sentito questa frase? Vi siete mai chiesti chi l'avesse pronunciata e cosa intendesse dire? "Datemi un punto d'appoggio e solleverò il mondo", in alcuni testi riportata come "Datemi una leva e solleverò il mondo".

Per scoprire l'autore di questa curiosa affermazione dobbiamo andare indietro nel tempo, molto indietro, di oltre duemila anni, intorno al terzo secolo avanti Cristo.

Alcuni di voi lo conosceranno come il protagonista di tantissime storie a fumetti pubblicate su Topolino e altri libri per ragazzi, con il suo inseparabile amico Eta Beta.

Archimede di Siracusa disse queste parole.
Un matematico, fisico e inventore nato nel 287 a.C. e morto nel 212 a.C. Un personaggio diventato famoso per la sua immensa intelligenza e creatività. Magari più avanti ci occuperemo meglio di lui, ma oggi ci limitiamo a spiegare la frase scritta prima.

Siamo nel campo della fisica (da non confondere con la ginnastica, che è "educazione fisica") e l'obiettivo del nostro Archimede era quello di far conoscere un'utilissima legge fisica.

Con una leva (ad esempio un asse di legno, oppure, parlando di scuola, un righello) e punto d'appoggio (ad esempio una roccia, oppure, da fare a casa, una gomma da cancellare, un temperino...) sul quale appoggiare la nostra leva, possiamo sollevare qualsiasi oggetto, anche molto pesante.

Datemi un punto d'appoggio e solleverò il mondo (Archimede)

Come vedete, nella nostra lavagna, abbiamo un piccolo oggetto (la forza motrice), un oggetto pesante (la forza resistente), la leva e il punto d'appoggio sul quale fare leva.

Archimede diceva che, maggiore è la distanza tra il punto in cui agisce la forza motrice e il punto d'appoggio, tanto minore sarà la forza necessaria per sollevare l'oggetto con forza resistente.

In pratica, se avessimo una grande pietra da sollevare, potremmo mettere un punto d'appoggio molto vicino alla roccia pesante e con una asse di legno sollevarla: tanto più lunga sarà l'asse di legno, tanto minore sarà la fatica richiesta per sollevare il grande peso.

Datemi una leva e solleverò il mondo (Archimede)

Nel "Manuale di Archimede" della Walt Disney, c'è una pagina che spiega proprio questa legge della fisica, prendendo come protagonisti Dumbo (il famoso elefantino) e un topolino.
Dumbo è la forza resistente, mentre il topolino la forza motrice.
Mettendo il punto d'appoggio molto vicino a Dumbo e prendendo una leva molto lunga, il topolino riuscirà a sollevare l'elefantino.

Archimede: Datemi un punto d'appoggio e solleverò il mondo

Tornando alla frase di Archimede, quindi, se potessimo avere una leva lunghissima potremmo sollevare un oggetto pesante come il nostro pianeta. Ovviamente è un esperimento impossibile da effettuare, perché nell'Universo agiscono anche altre forze (ad esempio la gravità) e, all'epoca, Archimede non sapeva come funzionava la fisica nello Spazio; però rende bene l'idea e teoricamente sarebbe davvero possibile.

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