Il grande Archimede. Vita, scoperte ed invenzioni

L'ho sempre inserito tra i miei personaggi preferiti. Probabilmente grazie ad una passione nata sulle pagine dei fumetti come Topolino, dove appariva in alcune storie insieme al suo aiutante Eta Beta e riusciva sempre a tirar fuori una delle sue fantastiche invenzioni.

Poi, studiando, ho scoperto il personaggio storico, quello vero, che fortunatamente non ha deluso le mie aspettative: è stato davvero un uomo del futuro, con scoperte e invenzioni utili ancora oggi.
Scopriamo insieme le sue meraviglie.

Archimede nacque a Siracusa (in Sicilia) nel 287 a.C. e morì nella stessa città 75 anni dopo, nel 212 a.C.. Stiamo parlando di un periodo che risale a 2300 anni fa circa.

Fu un grande matematico e filosofo greco tra i più importanti mai esistiti (nota bene: all'epoca l'isola italiana faceva parte dei domini della Grecia).

Era un genio che riusciva ad avere notevoli intuizioni in diversi campi (un "Leonardo da Vinci dell'antichità"). 

Scoprì il famoso Principio di Archimede sulle leggi fisiche relative ai fluidi (leggi sotto); inventò (anche se non abbiamo prove a sufficienza) gli specchi giganti il cui riflesso solare poteva incendiare costruzioni di legno, come le navi; la famosa coclea (la vite di Archimede) fatta da una spirale (elicoidale) inserita in un tubo cilindrico che, ruotata, può trasportare verso l'alto l'acqua, ad esempio da un pozzo, un lago, un fiume, il mare, con minore sforzo e in meno tempo; il planetario meccanico da lui ideato e quasi certamente costruito (si dice che sia stato preso dai Romani durante l'assedio di Siracusa nel 212 a.C., proprio in occasione della morte dello scienziato; questo favoloso manufatto ingegneristico mostrava le rotazioni lunari e del Sole rispetto alla Terra ferma, le eclissi a intervalli di tempo, e i moti dei pianeti Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno).

Durante la sua vita pare (non ci sono conferme) sia stato in Egitto, nella città di Alessandria (dove si trovava la più grande biblioteca del mondo antico e i più importanti studiosi del tempo). Qui (secondo alcuni studiosi) si cimentò nella realizzazione di diverse macchine da guerra che sarebbero poi servite per difendere Siracusa dalle invasioni dei Romani (Guerre Puniche). Purtroppo per lui queste non bastarono e fu proprio un soldato romano a ucciderlo. 

Sulla sua morte sono state tramandate diverse leggende; si dice anche che Marco Claudio Marcello (militare, politico, console), partecipando alla guerra punica, rimase dispiaciuto dell'uccisione di Archimede, uno scienziato che poteva essere utile per lo sviluppo di Roma; inoltre, non è certo che sia stato in contatto con Euclide, talvolta definito come suo maestro (probabilmente ha tenuto una corrispondenza con gli allievi di Euclide).

Tra le sue opere: l'Arenario (metodi di numerazione per grandi numeri), trattati di meccanica, un'opera sul cerchio e altri scritti davvero interessanti.

Archimede ed Eta Beta nel "Manuale di Archimede" - Walt Disney

Fu il massimo rappresentante della matematica pura e applicata. Era in grado di passare dalla teoria alla pratica con disinvoltura, mentre i suo colleghi si limitavano alle nozioni.
Vediamo schematicamente alcune delle sue più note produzioni.

Postulato di Archimede
Date due grandezze omogenee A e B, qualora A sia maggiore di B (A>B), esisterà sempre un numero m tale che m·B>A.

Principio di Archimede
Un corpo immerso in un fluido riceve una spinta verso l'alto pari al peso del volume di fluido spostato. La spinta avviene grazie alle forze di pressione del fluido nei confronti dell'oggetto immerso. Il principio è valido sia per corpi galleggianti che per quelli completamente immersi nel fluido.

La legge sulla leva
Per questo argomento vi consigliamo di leggere il capitolo "Datemi una leva e solleverò il mondo".

Altre le abbiamo menzionate ad inizio pagina, ma puoi trovare numerose fonti (libri, enciclopedie, web) che trattano le sue opere.

Curiosità: un'esclamazione che tutti conoscono, "Eureka!", sembra che sia stata da Archimede utilizzata mentre faceva il bagno in una vasca. Aveva infatti scoperto come risolvere i dubbi del sovrano di Siracusa sulla sua corona (era d'oro oppure costituita da altri metalli?). Bastava pesare la corona, prendere un oggetto d'oro dello stesso peso e poi immergere, con un bilancino, corona e oggetto d'oro in acqua: la corona affondò meno dell'oggetto, quindi era costituita anche da altri metalli e non era tutta d'oro come si pensava!

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